di Pepe Escobar

Silenzio e omertà hanno circondato, come al solito, anche il recente incontro del Bilderberg Club.
Pepe Escobar rompe tale muro e scrive un articolo con alcuni dati confidenziali.
Uno per tutti: noi europei non avremo un nostro autonomo esercito. Così è stato deciso. In compenso avremo un esercito di “contollo planetario” che si chiamerà NATO e del quale faremo parte.

21/05/03: (Asia Times) Può essere istruttivo sapere che cosa hanno fatto, lo scorso week-end, il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld e il “Principe dell’Oscurità” Richard Perle.
Dal 15 al 18 Maggio erano ospiti al Trianon Palace Hotel, adiacente al palazzo Versailles di Parigi, per l’annuale incontro al Bilderberg club.

Il Bilderberg club può essere considerato in tre modi: una lobby di ultra-VIP internazionali dell’elite di potere europea e americana, capace di gestire la politica internazionale a porte chiuse; un innocuo gruppo di discussione composto da politici, accademici e magnati; o una società capitalistica segreta che opera interamente per il proprio interesse allo scopo di dominare il mondo.

Il Bilderberg club è guardato da molte elite finanziarie e affaristiche come la camera alta dei grandi sacerdoti del capitalismo. Ogni anno, un misterioso comitato appronta una lista di invitati con un massimo di 100 nomi. La sede del loro incontro annuale non è del tutto segreta. Essi hanno anche un quartier generale a Leiden, in Olanda. Ma sono gli incontri che si svolgono nel più assoluto segreto. I partecipanti e gli ospiti raramente rivelano di essere stati invitati. La loro sicurezza è protetta dai servizi segreti militari.

Ma che cosa fa in realtà questo gruppo segreto? Bene, parlano. Fanno lobby. Cercano di rendere ancora più grande il loro immenso potere politico. Ed ognuno di loro si impegna alla assoluta segretezza su quello che viene discusso.

Il Bilderberg riunisce presidenti delle banche centrali, esperti della difesa, magnati della stampa, ministri, primi ministri, reali, finanzieri internazionali e capi politici, sia europei che americani. Gli ospiti, quest’anno, a parte Rumsfeld and Perle (anche il Segretario della Difesa Paul Wolfowitz ne è membro) comprendevano il banchiere David Rockefeller, come altri della famiglia Rockefeller, Henry Kissinger, la regina Beatrice d’Olanda, la Regina Sofia e il Re Carlo di Spagna e altri membri assortiti di vari governi.

Il Bilderberg non invita (o non accetta) asiatici, medio-orientali, latino-americani o africani.

Alcuni dei più importanti finanzieri e strateghi di politica internazionale si incontrano al Bilderberg, al fine di, secondo il loro punto di vista, gestire e rinforzare un consenso virtuale, un’illusione che la globalizzazione (definita secondo loro in “ciò che è buono per le banche e i grossi affaristi è buono per tutti”) è inevitabile ed è il più grande bene per l’umanità. Se hanno un’agenda nascosta, è perchè la loro favolosa concentrazione di potere e benessere risulta completamente dissociata dalla loro spiegazione di come la globalizzazione possa beneficiare 6,2 bilioni di persone.

Alcuni dei precedenti ospiti sono dovuti passare di lì per avere un ruolo cruciale. Bill Clinton nel 1991 e Tony Blair nel 1993 sono stati invitati e “approvati” dal gruppo Bilderberg prima di acquisire i loro uffici.

Ci sono innumerevoli e inspiegate interconnessioni tra i passati club Bilderberg e il Nazismo, attraverso il Principe olandese Bernhard, padre della Regina Beatrice, che fondò il club a Bilderberg nel1954 (nome di un hotel tedesco), con lo scopo di aumentare le conoscenze tra Europa e America del Nord. Bernhard era un membro delle SS di Adolf Hitler. Uno dei membri fondatori è Otto Wolff von Amerongen ? che si adoperò al miglioramento delle relazioni economiche tra Germania e Blocco Sovietico e fece parte, come consulente, di varie Banche, tra cui la Deutsche Bank. Pochi lo conoscono e forse per qualche buona ragione: il suo nome è stato associato al furto dei beni degli ebrei durante e dopo la II Guerra Mondiale.

Rumsfeld è un membro attivo del Bilderberger Club. Come lo è il Generale irlandese Peter Sutherland, ex-Commissario dell’Unione Europea e presidente della Goldman Sachs e BP. Rumsfeld e Sutherland siedevano insieme al consiglio di Amministrazione della Compagnia Energetica Svizzera ABB nel 2000 (la compagnia che ha venduto due reattori nucleari alla Corea del Nord). A quel tempo, naturalmente, la Corea non era un membro dell’asse del male.

Quest’anno, il meeting del gruppo Bilderberg a Versailles ha convenientemente coinciso con l’incontro del G8 dei ministri della finanza del 20 maggio a Parigi (20 minuti di distanza da Versailles). La procedura è la solita: ciò che succede al Bilderberg è di solito una anteprima di ciò che sarà più tardi discusso al G8, che quest’anno si terrà a Evian-les-Bains sulle Alpi Francesi, il 1-3 Giugno.

Il primo giorno dei lavori, il 15 maggio, il Presidente Francese Jacques Chirac ha dato il benvenuto, cercando di ammorbidire i contrasti tra gli ospiti riguardo la guerra contro l’Iraq, e affermando che gli Stati Uniti e l’Europa Occidentale sono da lungo tempo alleati. Ma il grazioso discorso di Chirac sembra non sia stato sufficiente a calmare i falchi dell’amministrazione americana, ancora scocciati della Francia “pacifista”.

Un influente banchiere Ebreo europeo ha rivelato che l’elite al governo in Europa va affermando ai cittadini che l’Occidente è sull’orlo di un crollo finanziario totale; di modo che il solo modo per salvare gli investimenti è di scommettere su una nuova crisi globale centrata sul Medio Oriente, che rimpiazzi la crisi della Guerra fredda.

Secondo una fonte della City di Londra, ciò che è venuto fuori dall’incontro di Versailles è che i membri del Bilderberger, sia europei che americani, non hanno raggiunto una perfetta intesa riguardo l’invasione e l’occupazione dell’Iraq e neppure riguardo la politica dura contro i palestinesi di Ariel Sharon. Nel mentre si svolgeva l’incontro, Sharon quasi rigettava il piano di Bush (road map), già sottoscritto dagli altri membri del cosiddetto quartetto: ONU, UE e Russia. Questa road map sembra già finita: perfino la presenza del Segretario di Stato, Colin Powell (che, fra l’altro, si è fermato a Versailles) non è stata sufficiente a persuadere Sharon a discutere, per lo meno, la possibiltà di smantellare gli insediamenti Israeliani nel territorio palestinese.

Le avventure imperialistiche americane sono di solito ridiscusse al meeting. L’elite Europea si era opposta all’idea dell’invasione dell’Iraq, già nell’incontro del Bilderberg Club del 2002 a Chantilly, in Virginia. Rumsfeld stesso aveva promesso agli europei che ciò non sarebbe accaduto. La maggior parte dell’elite europea non crede alle promesse americane che il petrolio iracheno benficerà la popolazione irachena. Essi sanno che i ricavi del petrolio serviranno a ricostruire ciò che l’America ha distrutto. E il dibattito sta ancora vertendo sul fatto di come possano i remunerativi contratti della Bechtel e Halliburton beneficiare l’Europa Occidentale.

L’elite Europea, in accordo a persone vicine al Bilderberg Club, sospetta che gli Stati Uniti non abbiamo bisogno o perfino non vogliano un governo centrale stabile in Iraq. Perchè, se ciò avvenisse, verrebbe a mancare per gli USA la ragione per rimanere in Iraq. L’elite europea vede lo stabilirsi del potere americano “di fatto sul terreno”, con una lunga permanenza militare e con l’estrazione del petrolio pienamente nelle loro mani. E questo potrebbe durare anni, tanto più a lungo quanto più gli americani, offrendo essenziali servizi alla popolazione irachena, riusciranno a prevenire una guerra di liberazione nazionale.

Un altro punto acceso di discussione ha riguardato la ricerca di un consenso sulla necessità di un esercito europeo totalmente indipendente dalla NATO. Gli americani, naturalmente, sono contro tale eventualità. Ma lo sono anche alcuni europei, a cominciare dal Segretario generale della NATO, Lord Robertson.

Altri Europei suggeriscono una forza separata ma controllata dalla NATO. Gli Americani pensano che una forza militare separata europea finirebbe con il dissolvere il ruolo della NATO, considerato dagli Americani l’esercito mondiale dell’ONU. E gli americani hanno insistito che la NATO non deve essere più solo preposta alla difesa dell’Europa: le sue truppe potrebbero andare in ogni parte della terra, dirette o no dall’ONU.

Tutti questi aspetti cruciali sono stati discussi a porte chiuse. Il Trianon Palace Hotel a Versailles era chiuso al pubblico. Tutti gli ospiti non-Bilderberg sono dovuti uscire dall’Hotel, così come tutti gli impiegati dell’Hotel a part-time sono stati mandati a casa. Ai soli che fu consentito di rimanere è stato detto di non rivelare nulla e, se fossero stati sorpresi a farlo, li avrebbero licenziati. Non avevano neppure il diritto di parlare ad un membro Bilderberg, a meno che non fosse lui a rivolgere per primo la parola. Non avrebbero dovuto neppure guardare qualcuno negli occhi. Guardie armate isolavano e circondavano completamente l’albergo. Alcuni giornalisti americani credenziati erano là, ma il pubblico non conoscerà niente di più: le Bilderberg news non possono essere stampate, nè riprese, nè radiotrasmesse. A nessun gornalista di qualunque giornale controllato dai magnati multinazionali del gruppo Bilderberg quali Rupert Murdoch è stato mai o sarà mai permesso scriverne articoli.

(Copyright 2003 Asia Times)

Comedonchisciotte.net maggio 2003

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