(Articolo più letto a novembre 2016)

Baxter Dmitry
yournewswire.com

Donald Trump mette nell’agenda dei primi 100 giorni la riapertura delle indagini sull’11 settembre che porterà al più grande terremoto per la classe dirigente.

Trump infatti ritiene che le indagini sull’11 settembre non siano stato adeguate e che sia necessario invece andare al fondo della questione. Così si è espresso:”Prima di tutto, l’originale indagine sull’11 settembre è un totale disastro e deve essere riaperta”.

 

L’elezione di Donald Trump ha scosso l’establishment e le cose si faranno ancora più difficili. C’è una ragione per cui George W. Bush non ha votato per Trump in queste elezioni: Trump ha l’intenzione di investigare i fatti dell’11 settembre in un modo che non era stato fatto prima.

Per la prima volta l’11 settembre verrà indagato da qualcuno che non fa parte dell’establishment, con il coinvolgimento nell’impresa e molto da perdere.

“Prima di tutto l’originale inchiesta sull’11/9 è un completo disastro e deve essere riaperta” ha detto Trump ai suoi sostenitori. “Come fanno due aerei ad eliminare tre edifici lo stesso giorno? Non ho mai smesso di pensare al fatto che nulla si dice riguardo la distruzione dell’edificio 7 nel documento di 585 pagine” ha aggiunto riferendosi al World Trade Center 7 che è crollato inspiegabilmente durante gli attentati dell’11 settembre.

Donald Trump si è anche rivolto all’ex presidente George W. Bush. Non ci sarà alcuna copertura per ex presidenti sotto gli occhi di Trump.

“Il World Trade Center è venuto giù durante il regno di George Bush,” ha detto in un dibattito a Febbraio. “Ci ha tenuti sicuri? Questa non è sicurezza.”

“Perchè l’amministrazione di allora non ha preso provvedimenti legali contro l’Arabia Saudita? I 19 dirottatori non erano forse dell’Arabia Saudita? Gli americani meritano risposte e io chiederò con certezza una nuova indagine affinché questa orribile tragedia non si ripeta”.

Donald Trump e il movimento 11/9

Trump ha ricevuto sostegno su questo argomento da varie personalità pubbliche che hanno chiesto una rivisitazione del caso – e non a porte chiuse.

L’ex senatore Bob Graham ha chiesto una nuova e trasparente indagine “Per anni ho fatto una campagna per il rilascio del rapporto del 2002 Joint Congressional Intelligence Committee 9/11 Inquiry, senza profitto” ha spiegato l’ex governatore della Florida “Queste pagine che mancano puntano verso il diretto coinvolgimento del governo dell’Arabia Saudita. Perché sono tenute segrete? Chi ci guadagna da questo?”

“Ho letto questi documenti e se il popolo americano li conoscesse ci sarebbe domani una rivoluzione nelle strade dell’America” confessava durante un’intervista radiofonica “Gli Americani devono sapere la verità” concludeva visibilmente contrariato per tutta la faccenda.

Dal 2002 viene impedito il rilascio di alcuni documenti del 9/11 Commission Report in quanto documenti del Congresso e quindi esenti dalla legge sulla libertà di informazione (FOIA).

Il lungo faldone di 28 pagine è stato in parte rilasciato all’opinione pubblica quest’anno – in gran parte censurato – e  il governo  saudita ha affermato che questo rilascio ha provato che essi non sono responsabili del sostegno o finanziamento degli attentati. Ma non è così semplice. Ci sono diretti legami alla gerarchia saudita nelle 28 pagine. Ci sono molte domande che meritano una risposta, domande che non sarebbero mai state poste sotto una presidenza Clinton con tutti i suoi legami con l’Arabia Saudita.

Ma con i poteri esecutivi del presidente Trump, tutto è cambiato. L’establishment ora è sulle spine. Oltre la metà del paese non crede alla versione ufficiale di ciò che è accaduto quel giorno. C’è adesso una rinnovata speranza che questa matassa di bugie e coperture sia vicina ad essere smantellata.

L’establishment ha fatto tutto quello che poteva per distruggere le possibilità elettorali di Trump l’outsider. Ora sono sulle spine.

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