Articolo pubblicato nel Maggio 2004

Scritto e curato da http://www.comedonchisciotte.net

Far vedere o no il video della decapitazione? Naturalmente l’opinione prevalente dei media è per il no, ma, ricordando scene altrettanto crudeli che girano ed hanno girato sui televisori, ci deve essere un altro motivo. Probabilmente guardando il video integrale, il pubblico potrebbe rendersi conto di essere di fronte ad una fiction, come si può sospettare in particolare nelle scene dell’esecuzione, quelle appunto che tutti cercano di offuscare e di non far vedere. Un’altra operazione psicologica messa in atto dal Pentagono, sfruttando la morte di un ragazzo americano, Nick Berg? Questa naturalmente è un’opinione e quello che offro in questo articolo è una sintesi di tutte le considerazioni e annotazioni pubblicate su internet, ed è quanto basta per farci sentire nuovamente sommersi da falsità e bugie.

La vita di Nick BergSecondo il padre e gli amici, Nick Berg era un sostenitore della politica di Bush e “guardava a lui come a chi avrebbe portato la democrazia in un paese che non l’aveva” (11).
Ma finisce segnalato su Internet come un individuo nemico dell’America. (26)
Si era già recato in Iraq dal 21 dicembre al 1 febbraio, quando avrebbe preso contatti con una ditta che si sarebbe impegnata in seguito a lavorare con lui.(10)
Ritorna in Iraq ma il suo nome non risulta in nessuna lista di pagamenti e in nessun dossier (13)
Nel passato, poco dopo l’11 settembre, nel 2002, Nick era stato indagato in quanto la sua password di accesso era uguale a quella di Zacarias Moussaoui, sospetto “terrorista di al-Qaeda”.
Per il padre si era trattato di una casualità in quanto il figlio, quando studiava ad una scuola di volo in Oklahoma (Airman Flight School a Norman), avrebbe incontrato Zacarias Moussaoui (allora un personaggio qualunque), permettendogli di usare la sua password, per amicizia. (17) Viene notata comunque la stranezza della vicenda: Berg per amicizia fornisce ad un “supposto terrorista di Al-Qeada” la propria password e viene successivamente assassinato da un altro noto “terrorista di Al-Qaeda”. (24)
Nick Berg aveva una ditta, la Prometheus Methods Tower Services Inc, specializzata in costruzione di torrette per comunicazioni. La ditta non risulta essere stata mai registrata al Pennsylvania Corporation Bureau, secondo Brian McDonald, portavoce del Dipartimento di Stato. La registrazione non è obbligatoria ma è il primo passo per potere effettivamente lavorare. Dice infatti McDonald: “Solo uno sciocco non registrerebbe i suoi affari al dipartimento in quanto è poi quasi impossibile esistere senza farlo”. (20)

Quale lavoro svolgeva in Iraq?Il 18 gennaio in una e-mail Berg scriveva che la ditta aveva avuto un sub-appalto da un grande consorzio che aveva vinto la gara per l’assegnazione di un contratto per la Iraqi Media Network (controllata dagli americani), “praticamente questo vuol dire che avremo la nostra parte nella ricostruzione dell’Iraq”.
Non è chiaro se tale appalto venne poi revocato.
Secondo le autorità americane, Berg, pur essendosi registrato al Consolato americano a Baghdad, non risultava presente negli elenchi degli impiegati del governo americano, né era affiliato alla coalizione né aveva alcun appalto con la Autorità Provvisaria (Questo secondo la stessa fonte che afferma che Berg non fu detenuto dagli americani).
Andy Duke, un consulente che aveva una camera nello stesso albergo in Baghdad, dichiarava all’Associated Press, indicando le antenne radio su un vicino hotel sulle rive del Tigri : “Il suo lavoro era stare su quelle torri con il vento o la pioggia per mantenere in funzione il sistema delle telecomunicazioni… E’ un lavoro decisamente pericoloso ma è quello che faceva”.(6)

Chi lo ha arrestato e tenuto in carcere?Poco prima dell’arresto Nick Berg lavorava ad Abu Ghraib (è stato anche visto di notte lavorare su una torretta) (6).
Il 24 marzo comunica ai genitori che il 30 dello stesso mese tornerà a casa.
L’arresto è avvenuto il 23 o il 24 di marzo (la data cui si propende è il 24 marzo), quando si trovava a bordo di un taxi, nei pressi di Mosul, con una copia del Corano ed una altro libro intitolato “Il problema ebraico” o “La soluzione ebraica” (a seconda delle testimonianze).
Ufficialmente l’arresto è stato opera della polizia irachena, ma il capo della polizia locale, stando all’Ap, ha negato che Berg fosse mai stato fermato dai suoi uomini.
Ed inoltre numerose chiamate alla polizia irachena, ottenevano la stessa risposta: “Non è detenuto qui”. Il giovane americano avrebbe comunicato al padre con una email, dopo il suo rilascio avvenuto il 6 aprile, che dopo il fermo da parte della polizia irachena, era finito in custodia americana e interrogato da agenti dell’Fbi, i quali gli avevano vietato di chiamare chiunque, parenti e avvocato compresi.
In particolare in una di queste e-mail sosteneva che gli agenti federali sospettavano e chiedevano se avesse costruito una bomba per un oleodotto o se era stato in Iran.
Berg diceva nello stesso messaggio di voler rientrare negli Usa appena possibile.
Il suo rilascio avvenne 24 ore dopo che la famiglia aveva depositato una richiesta presso la Corte federale di Philadelphia, sostenendo che il figlio era tenuto prigioniero dai militari statunitensi in Iraq.
La detenzione di Berg da parte dell’esercito americano è confermata da alcune e-mail in mano della famiglia Berg e inviate da funzionari diplomatici degli Stati Uniti. In una di queste (l’e-mail del 1° aprile), mostrata a The Associated Press, Beth Payne, funzionario del consolato americano, scrive “E’ detenuto dai militari americani a Mosul… sta bene e cerca di mettersi in contatto con i parenti”. (4,6,9)
Un giornalista cileno, Hugo Infante, che ha vissuto nello stesso albergo ha raccontato: “Nic mi ha detto: ‘La polizia irachena mi ha fermato, ha visto sul passaporto il mio ultimo nome ebraico e il timbro israeliano. Quell’individuo ha pensato che fossi una spia, così mi ha consegnato ai militari americani che mi hanno incarcerato per 2 settimane'”.(20)
In effetti, come scritto su http://www.philly.com del 14 maggio, “quel suo ostinato desiderio di viaggiare fece sorgere sospetti – un religioso ebreo che viaggia intorno a Mosul in taxi con un Corano”, al punto che “alcuni militari americani si sono chiesti se il patriottico Berg fosse in realtà un aspirante combattente della libertà”. Secondo fonti militari americane, l’arresto ad opera della polizia irachena era inivitabile in quanto un americano che gira senza scorta o protezione è inusuale in Iraq, e per giunta con due libri ritenuti sospetti per un americano. Niente di meglio quindi che colorare tutto l’episodio dell’arresto con il riportare una frase che Nick non può aver mai detto (se si confronta con l’e-mail spedita alla famiglia, in cui manifesta la voglia di tornare in America): al momento in cui gli viene offerto di tornare in America, Nick avrebbe detto: “preferisco recarmi via terra in Kuwait”.

Le ultime oreDal 9 aprile Berg non invia più e-mail.(12). Un portavoce del Dipartimento di Stato ha detto che un funzionario americano di stanza a Baghdad aveva offerto a Berg un posto sul volo per Amman il 10 aprile, dicendogli che era rischioso rimanere nel Paese e spostarsi da soli, come Berg pare facesse. L’uomo rifiutò, affermando che era intenzionato a recarsi nel Kuwait. Veramente strano se si pensa che in una e-mail spedita alla famiglia il 6 aprile Berg scriveva che non vedeva l’ora di tornare a casa.
Berg è stato visto l’ultima volta proprio il 10 aprile (giorno in cui si può ritenere che sia stato assassinato, come ipotizza il padre?). Quel giorno lasciò l’albergo al Fanar di Baghdad, dove alloggiava. Quando il 14 aprile un funzionario statunitense (o una guardia privata appaltata dagli americani) si recò all’hotel per verificare che fine avesse fatto, nessuno se lo ricordava più.
Ai giornalisti dell’AP, alcuni addetti dell’albergo, che hanno richiesto l’anonimato, hanno invece riferito di ricordare bene che Berg aveva alloggiato nella camera 602 dal 6 al 10 aprile (esattamente la stessa camera in cui aveva alloggiato in una precedente visita). Lo ricordano come un ragazzo “simpatico”, sempre sorridente, che lasciava l’albergo al mattino e ritornava tardi, circa alle 22, di solito con birra e acqua minerale. Un giornalista dell’Upi, che era ospite dello stesso albergo, e aveva chiacchierato con Berg, ha raccontato che l’americano aveva spiegato le ragioni del suo arresto con il fatto che pensavano che fosse una spia israeliana, visto che aveva anche un timbro israeliano sul passaporto. (4)

Il ritrovamento del cadavereCiò che viene ritrovato vicino a Mosul l’8 maggio (è la data più attendibile, anche se può essere accettata quella del 10 maggio) è il corpo di un uomo senza testa. Non si sa chi lo ha effettivamente ritrovato. Se il corpo viene trovato il 10 maggio o prima, non si capisce perchè il video, firmato Zarqawi, venga datato 11 maggio (come se fosse possibile ritrovare un cadavere e giustiziarlo il giorno successivo). Per gli amanti delle “stranezze”, il video viene firmato 11/5, in ricordo dell’11/3 e 11/9. (15)

IL FILM: una pessima regia, effetti speciali non curati, scarsa conoscenza dell’IslamIl film viene lanciato su internet non dall’Iraq, Afghanistan, Pakistan, ecc. ma da Londra e da Nurberg (se non addirittura dalla CNN)
Sebbene il server sia in Malesia, gli autori dei due siti che hanno messo in rete il filmato (www.al-asnar.net e http://www.al-asnar.biz, entrambi attuamente out per intervento delle autorità) si trovano in Europa, ed esattamente quello del primo sito è Abdel Rahman al-Rashed, Londra e quello del secondo è Omar AbuOmar, Nurnberg, Danimarca. (5)
Le circostanze del rilascio del video sono alquanto strane. Un giornalista della Reuters nominò per primo il sito Muntada al-Ansar al-Islami (www.al-asnar.biz) come fonte del video. Il sito è adesso non raggiungibile, ma Aljazeera.net vi si collegò nei primi 90 minuti dalla diffusione della notizia, non riuscendo a trovare il video: operazione che riuscì miracolosamente a Fox News, CNN e BBC, che insieme scaricarono il video dal sito “arabo”. (15)
Come noto ci sono in rete centinaia di falsi siti islamici gestiti dalla CIA. (9)
Il video non è una registrazione continua, ma vi sono alcuni tagli nei punti cruciali. I vari pezzi uniti insieme sono composti da 1) “Berg” seduto su una sedia parla della famiglia; 2) “Berg” seduto sul pavimento con i “militanti” dietro; 3) movimento della camera; 4) “Berg”, privo di movimenti, steso sul pavimento mentre viene tagliata la testa. (9)
L’ora mostrata sul video sembra evidenziare una differenza di 11 ore fra la fine della lettura del documento e la decapitazione. (21)
Nel video scorre l’ora che segna il momento dell’esecuzione: 13 e 46 – 13 e 47 (cioè 1:46 e 1:47 pm). Ma l’ora non è indicata in arabo. “Gli arabi usano l’ora nell’inglese militare?”(18)

La scena del delittoLa qualità dell’audio suggerisce che la scena viene registrata in una stanza grande e vuota (3, 8)
Nella parte iniziale del video si osserva che Berg è seduto su una sedia bianca che è perfettamente uguale a quelle presenti nel carcere di Abu Ghraib (16, 24) (FOTO).
Le pareti hanno lo stesso colore giallo e il battiscopa ha lo stesso colore di quelli presenti nel carcere.

I personaggiLe immagini di “Berg” non hanno, a parere si molti osservatori, somiglianza con precedenti foto di Berg fornite dalla famiglia. Qualcuno segnala che il “Berg” del filmato ha una illuminazione diversa dagli uomini con la tuta, come se fosse sovrapposto (13)
Berg non sembra avere alcuna idea di quello che sta per accadergli. “Probabilmente gli era stato detto che si trattava di una finzione” (16)
Si sostiene anche l’ipotesi che Berg fosse già morto durante l’esecuzione, il che spiegherebbe l’assenza dei movimenti involontari e della perdita di sangue.(25)
Berg indossa la tuta arancione dello stesso colore di quella indossata nelle carceri americane (24)
Uno dei personaggi (Zarqawi?) indossa un anello d’oro nella mano destra, che riflette la luce varie volte durante il video. Indossare un anello d’oro è proibito dall’Islam.(3)
Un “militante” porta sulla spalla un AK-47, tipo “Gilal” (un arma migliorativa dell’AK-47s, fabbricata in Israele).(24)
Nessuno dei personaggi indossa guanti (8) e gli “Arabi” del filmato risultano avere mani e pelle bianca (16); osservazioni antropologiche indicano che i 5 personaggi hanno “un fisico occidentale, una postura occidentale e movimenti occidentali” (25)
Molti notano che “militanti” corpulenti e ben nutriti sono una rarità, se si considera le peripezie cui sono sottoposti ed inoltre non corrispondono alla taglia media degli iracheni (24)
Indossano giubbotti antiproiettile (“terrorista” N. 2,4,5), come quelli che vestono le guardie carcerarie e gli uomini della CIA (16)
L’individuo sulla destra ha scarpe bianche, situazione poco verosimile per chi cammina nel deserto (16)

“L’assassino”La CIA ritiene che l’esecutore materiale sia Abu Masub al-Zarqawi che secondo fonti islamiche sarebbe dato per morto già nel marzo scorso. E’ opinione generale che se accettassimo comunque che si tratti del giordano, non si capirebbe perchè tiene coperto il suo volto ben conosciuto a tutti (15). Ad analoghe conclusioni giunge l’esperta della CNN per problemi medio-orientali, Nasr, che afferma: “L’accento non è giordano, il che elimina subito qualsiasi elemento giordano dalla storia“.(7) D’altronde, viene sottolineato che, ammesso sia sempre vivo, Zarqawi aveva subito l’amputazione di un arto inferiore e indossava una protesi, mal funzionante, mentre nel filmato nessuno appare mostrare tale infermità. (22, 24)

La decapitazioneC’è un chiaro asincronismo tra le presunte urla di Berg e le manovre dell’esecuzione. Si legge su luogocomune.net: “Le ‘urla’ di Berg, nel momento in cui è gettato a terra, appaiono chiaramente fuori sincrono. Come se fossero state aggiunte in seguito alla colonna sonora“(1, 2).
Per tutta l’esecuzione “Berg” rimane fermo e non mostra movimenti.
Il dr. Raul Castro Guevara, chirurgo ed esperto in Medicina Legale, dichiara in una intervista che “Non è in alcun modo possibile che l’uomo nel video fosse vivo e il suo cuore in funzione quando è avvenuta la decapitazione. In questi casi, infatti, il cuore spinge il sangue ad alta pressione nelle arterie e allora in caso di taglio di una delle arterie del collo vi è una massiva fuoriuscita di sangue. Per questo nella mia opinione il video è un falso”.(2)
Inoltre “non c’è alcun schizzo di sangue, che invece dovrebbe uscire a fiotti potenti, soprattuto dalla carotide, arteria molto spessa che proviene direttamente dal cuore”; quando si ledono vasi arteriosi importanti il sangue schizza tutto intorno fino a 10 piedi“.(1,15)
Un’altra discordanza con un evento reale è che la testa una volta tagliata e sollevata in alto non mostra gocciolature di sangue. Ed inoltre la testa, il pavimento, i vestiti di Berg e le mani dell’ “Arabo” dovrebbero risultare insanguinati e questo è ciò che non si verifica.
Il taglio appare molto netto, il che è impossible da ottenere durante un atto violento, su persona viva e con estrema rapidità (la testa sospesa appare quella di un uomo ghigliottinato)(24)

Dialoghi e sonoroL’audio risulta doppiato (15).
Nei secondi finali del video, alcuni hanno udito per due volte una debole voce occidentale che sembra dire: “They will be done”. Questa voce è udibile in tutte le copie esaminate e può essere udita meglio quando amplificata. (14).
L’analisi della riproduzione delle urla di ‘Berg’ dimostrano che sono amatorialmente doppiate e prodotte da una voce femminile. (15)
I “militanti” qundo stanno “uccidendo Berg” strillano come americani (16)
Secondo l’esperta per il Medio Oriente della CNN, Octavia Nasr, i personaggi che vestono i panni dei “terroristi” non pronunciano la parola al Qaeda, come sostenuto da chi ha tradotto il video. Infatti secondo la giornalista chi parla dice al qaed (non al Qaeda) che vuol dire “stare seduto; non fare niente”. Questo fatto è interpretato dalla CNN come un “errore onesto”, ma potrebbe avere un’altra spiegazione: chi parla nel video pronuncia male certe parole arabe. (7)
Molti hanno sottolineato come gli “esecutori” non avessero un accento iracheno o giordano; alcuni vi ritrovano un accento egiziano o iraniano, (15) altri sostengono che chi parla nel video non è di madrelingua araba (24)

Il lancio del filmIl tempismo con cui viene riportato l’evento all’opinione pubblica americana (la sera dell’11 maggio alle 18 e 30) e al Congresso, ‘casualmente’ durante una seduta dello stesso, e una seduta in cui i senatori stavano discutendo sugli orrori delle torture.
Riassumiamo quello che è accaduto in quelle poche ore: 1) Esecuzione; 2) Ritrovamento del cadavere senza volto e sua identificazione; 3) Notifica ai parenti; 4) Rapporto al Congresso; 5) Rilascio ai media con tanto di video, “e tutto questo sorprendentemente in 1 giorno” (15). Il tempismo si evidenzia anche nel fatto che il video esce nel culmine dello scandalo delle torture in Iraq.(23)

(1) http://www.luogocomune.net/lc/modules/news
(2) http://www.aztlan.net/fake_video.html
(3) http://www.khilafah.com
(4) http://www.arabmonitor.info
(5) http://www.jackblood.com/index/id1.html
(6) http://www.msnbc.msn.com/id/4953015
(7) http://www.cnn.com/TRANSCRIPTS/0405/12/lol.02.html
(8) http://www.abcnews.com/sections/GMA/Investigation/nick_berg_clues_040513-1.html
(9) Murder or media manipulation? (http://www.apfn.org/apfn/pow_beheaded.htm)
(10) http://www.philly.com/mld/philly/news/local/8617523.htm?1c
(11) Family of Nick Berg blames Bush administration (http://www.apfn.org/apfn/pow_beheaded.htm)
(12) http://www.delawareonline.com/newsjournal/local/2004/05/13bergfamilydisp
(13) Was Berg CIA? (http://www.apfn.org/apfn/pow_beheaded.htm)
(14) Western voice heard on Nick Berg videotape (http://www.BreakForNews.com/NickBergEnemiesList.htm)
(15) (http://www.apfn.org/apfn/pow_beheaded.htm)
(16) http://marc.perkel.com/archives/000233.html
(17) http://www.cnn.com/2004/US/Northeast/05/13/berg.encounter
(18) http://www.drudgereport.com/iiraq3.htm
(19) http://www.daily.com
(20) http://edition.cnn.com
(21) http://www.billingsgazette.com
(22) http://www.conspiracyplanet.com
(23) http://www.tehrantimes.com
(24) http://www.rense.com
(25) http://www.friendsofliberty.com
(26) http://www.comedonchisciotte.net

Annunci